CIRCOLO “MAZARA VIVA”
Mazara del Vallo 17 Settembre 2007
ACQUA: E ADESSO SI CAMBIA SISTEMA
Con la pubblicazione della deroga rilasciata dalla regione e la conseguente revoca dell’ordinanza del sindaco che regolava l’impiego dell’acqua distribuita dalla rete di Ramisella, la questione della crisi idrico-sanitaria che colpisce più di metà della popolazione di Mazara del Vallo è lontanissima dalla soluzione. Gli atteggiamenti adottati dal primo cittadino di Mazara del Vallo, scientemente, reiteratamente e deliberatamente al limite del criminale, hanno poi raggiunto l’apice con un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri in cui l’acqua veniva considerata potabile per tutti ad eccezione di alcune categorie di soggetti le cui caratteristiche fisiche, una volta tradotto il gergo tecnico medico-scientifico riportato, incomprensibile ai più, ben si adattano a migliaia di persone.
La contestazione educata, rispettosa delle istituzioni, benché da queste sbertucciata, non basta più: e per questo lascio, seppur a malincuore, la partecipazione diretta nel Comitato Civico del Trasmazaro che ha condotto e sta conducendo una esemplare battaglia di civiltà per i propri diritti costituzionali. Mi riapproprio quindi del mio ruolo di soggetto politico, sgombrando così il campo da quello che è stato definito un tentativo di strumentalizzazione partitica. Questo, infatti, è stato l’unico argomento di contrasto che l’amministrazione comunale e la politica che la sostiene hanno sempre sbandierato. Il Comitato Civico per il Tasmazaro non ha mai avuto e non ha un colore politico: racchiude una tale moltitudine di soggetti pensanti che solo gli imbecilli potevano tentare di ridurre ad un movimento di partito. Ma tant’è, pur di screditarne l’operato – azione che, comunque, non è riuscita – anche questo è stato fatto. Da chi? Da quella classe politica che, invece di assumersi le proprie responsabilità e schierarsi al fianco dei cittadini moltiplicando gli sforzi secondo scienza e coscienza, ha criminalizzato un’intera comunità. Il Comitato, quindi, continua per la sua strada, senza di me e sono certa che la partecipazione cittadina al problema impedirà ulteriori aggravamenti della situazione idrico-sanitaria, ormai fuori controllo.
A me, nel ruolo di soggetto politico, rimane il dovere di interessare quanti sono nelle condizioni di dare risposte ad una situazione degenerata a causa di un sindaco bugiardo. Nonostante coperture e connivenze, infatti, questi è stato costretto a dichiarare che, almeno per i bambini fino ad un anno di età e per i soggetti debilitati, defedati, con turbe della crasi ematica, l’acqua non è potabile. E quindi dal giugno 2006 tali soggetti sono stati esposti, lo ripeto, deliberatamente, scientemente e reiteratamente a tale rischio. Una azione criminale che non solo non ha tutelato ma ha addirittura ha attentato alla pubblica salute, con la complicità degli apparati sanitari.
In allegato, quindi, rimetto nota inviata alla Presidenza della Regione Siciliana ed agli assessorati regionali alla Sanità ed alla Famiglia, dove il comportamento scellerato di questa amministrazione è stato avallato invece che, come dovrebbe accadere in un paese civile, censurato.
Il Presidente del Circolo
Isabella Righetti
Mazara del Vallo, lì 17 Settembre 2007
Ill.mo Sig.
Presidente della
REGIONE SICILIANA
Palazzo d`Orleans
Piazza Indipendenza, 21
90129 – Palermo (PA)
Spett.le
Assessorato Regionale alla SANITÀ
Dr. Roberto Lagalla
P.zza Ottavio Ziino, 24
90145 – Palermo (PA)
Spett.le
Assessorato Regionale della FAMIGLIA
DELLE POLITICHE SOCIALI E DELLE
AUTONOMIE LOCALI
Dr. Paolo Colianni
Via Trinacria, 34-36
90100 – Palermo (PA)
E, p.c. Spett.le
DIPARTIMENTO ISPETTORATO
REGIONALE SANITARIO
Dr. Saverio Ciriminna
Via M. Vaccaro, 5
90145 – Palermo (PA)
OGGETTO: CRISI IDRICO- SANITARIA MAZARA DEL VALLO
Egregi Signori, la presente per sottoporVi alcune anomalie riscontrate nella gestione della crisi idrico-sanitaria che, da giugno 2006, colpisce direttamente circa la metà della popolazione di Mazara del Vallo. Come ben sapete, infatti, da allora il parametro “nitrati” ha superato, in un continuo crescendo, la soglia massima consentita prevista dal DL 31 del 2001 per le acque destinate ad uso umano. Il primo cittadino, che ha ammesso di essere a conoscenza dei fatti fin dal principio, ha disatteso tutte le procedure previste nel merito ed ha continuato ad erogare acqua non potabile nelle abitazioni di circa 20 mila residenti, senza avvertirli del rischio cui venivano esposti. Dopo che la vicenda è diventata di dominio pubblico, il sindaco di Mazara del Vallo emette, il 7 giugno 2007 (un anno dopo) una ordinanza che vieta il consumo di acqua potabile nelle aree interessate dalla distribuzione di Ramisella e, ancora successivamente, presenta istanza per ottenere deroga al DL 31 del 2001.
Nonostante il primo cittadino di Mazara abbia pubblicamente riconosciuto di essere a conoscenza dei fatti fin dall’inizio e di non aver minimamente attivano alcuna soluzione al problema né aver dato comunicazione alla cittadinanza, se non dopo esservi stato costretto dalle dimissioni della sottoscritta dalla giunta municipale in data 22 maggio 2007 seguite da esposto alla Procura della Repubblica attraverso la Compagnia dei Carabinieri di Mazara del Vallo sempre da parte della sottoscritta, questa Regione emette una deroga a beneficio del comune di Mazara del Vallo in data 3 agosto 2007, anziché provvedere al commissariamento dell’ente come persino una petizione cittadina che ha raccolto 700 firme aveva richiesto anche a S.E. il Prefetto di Trapani.
La deroga viene concessa dall’Ispettorato Regionale Sanitario considerata “la grave carenza idrica in cui versa la regione siciliana“: ci sarà carenza idrica in tutta l’Isola, signori, ma di certo non a Mazara del Vallo dove l’acqua, pur se non potabile, è presente in abbondanza. Inoltre, nonostante l’art. 2 della deroga su indicata reciti “Si fa obbligo al sindaco del comune della città di Mazara del Vallo, di concerto con la AUSL 9 territorialmente competente, di informare la popolazione circa i rischi derivanti dal consumo di tale acqua, specie da parte di soggetti affetti da patologie che possano trovare controindicazione in elevati valori del suddetto parametro.
La stessa AUSL dovrà relazionare lo scrivente assessorato regionale alla Sanità, Dipartimento Ispettorato Regionale Sanitario, circa le iniziative intraprese relative alla suddetta campagna di informazione della popolazione interessata” – ecco come il sindaco del comune di Mazara del Vallo ha ottemperato a tale obbligo diffondendo, in data 14 settembre, un comunicato stampa che recita “IL SINDACO INFORMA LA POPOLAZIONE che è consentito l’utilizzo per l’uso potabile dell’acqua proveniente dalla rete idrica comunale servita dall’acquedotto di Ramisella (quartieri Tonnarella e Trasmazaro). L’acqua proveniente dall’acquedotto di Ramisella non può essere impiegata per l’alimentazione dei neonati e dei bambini fino ad un anno, per l’uso abituale come bevanda in soggetti debilitati, defedati, con turbe della crasi ematica.” E’ questo che si intendeva quando si parlava di informazione tempestiva? Nessun cenno alla chiarezza? Nessun obbligo ad usare termini comprensibili anche da chi non dispone di una cultura medico-scientifica? E perché non si fa alcun riferimento all’uso dell’acqua in questione nelle scuole? Forse chi ha emesso una deroga non sa che tale acqua è in distribuzione in tre plessi scolastici della scuola dell’obbligo che ospitano 1560 minori: 330 nella scuola materna, 630 nella scuola elementare e 900 nella media.
E, ancora, Ill.mi Signori, perché viene protetto un primo cittadino che, per oltre un anno, non muove un solo muscolo per proteggere i suoi concittadini da un qualsivoglia tipo di rischio per la loro incolumità? Si è provveduto ad inviare degli accertamenti presso l’Ente? Si è provveduto a fare chiarezza sul comportamento adottato dalla Asl territorialmente competente dal giugno 2006? E se qualcuno di quei pozzi requisiti non dovesse contenere acqua impiegabile per la miscelazione di quelle attuali, la deroga verrà rinnovata per quanto tempo? Perché potrebbe verificarsi che, alla fine di ottobre 2007, le acque di c.da Ferla risultino molto simili a quelle limitrofe di c.da Inchiapparo, la cui percentuale di nitrato risulta essere altissima da mesi.
Si invita pertanto a voler revocare il suindicato Decreto Regionale di Deroga alla DL 31 del 2001 concesso al Comune di Mazara del Vallo in data 3 Agosto 2007 poiché non motivato nei fatti, inadeguato e disatteso ancor prima di essere pubblicato sulla G.U.R.S. e si invitano il Sig. Presidente della Regione Siciliana ed il Sig. Assessore Regionale alle Autonomie Locali altresì a voler provvedere ad adottare tutte le misure necessarie al fine di giungere al commissariamento del Comune di Mazara del Vallo per manifesta incapacità e malafede del sindaco nel tutelare il diritto alla salute dei suoi 52 mila concittadini.
Isabella Righetti
Presidente del Circolo